Una quinta. Un davanzale ingombrante, pesante, molle, cadente. Budinoso. Una massa ingestibile. Ecco il mio problema, quella che io considero ''lo schifo totale'' - ''la deformità'' - ''la mia croce'' - ''sfiga suprema''. Le tette, mi sono spuntate a 13 anni: si ricoprirono immediatamente di striature violacee, le smagliature, ovvero strappi nella pelle per via di una crescita così rapida da non lasciare il tempo ai tessuti di adattarsi. A 14 anni una quarta : a 15 portavo la quinta. Con tutte le smagliature ormai bianche, indelebili.
La mia biancheria intima era la stessa di mia madre: confondevamo spesso i nostri reggiseni e per evitarlo mi ricamava l'iniziale del mio nome sul retro tra i gancetti. E me li acquistava lei, tre alla volta, al supermercato. Colore bianco : il nero lo trovava troppo trasgressivo. Il color carne sono sempre riuscita ad evitarlo : quello è proprio l'orrore. E' davvero una delle più grandi sconfitte dover indossare lo stesso intimo della propria madre, 50enne in menopausa. Della mia taglia, le cose carine, colorate, a fiori, con pizzi, strass e cosine graziose non le fanno. Reggiseni da vecchia frollata. Con ferretti che sembrano cerchietti per capelli. Con le spalline larghe tre centimetri. E comprare un costume da bagno è quasi peggio: c'è il modello "sciùra sessantenne in menopausa" oppure il modello "balenottera arenata", non hai alternative. Scordati la moda, i colori di tendenza: che poi per chi cavolo vuoi farti bella ? Questa è l'anticamera della depressione : scatta il confronto con le amiche, le compagne di classe che per le prime volte si vestono per piacere a qualcuno, uscite serali, appuntamenti. Io dovevo contenere, sostenere, comprimere, nascondere. Dopo anni di orrori, dopo aver superato la fase critica dei confronti, ho trovato marchi che arrivano a taglie enormi con tutti i colori, i pizzi, i modelli carini e ti fanno sentire quasi una persona normale. Peccato che il solo reggiseno arrivi a costare anche 80 euro.
Ma il fattore abbigliamento è anche peggio. Ci sono tutte le maglie che non puoi mettere: a 15 anni le magliettine Onyx le potevo solo guardare. Abiti estivi dei primi anni 90 che mi avrebbero risparmiato tanto caldo: ci ho rinunciato dopo averne strappato più di uno in camerino. Le canotte in estate sono proibite: puoi sembrare una porno star mentre stai soltanto andando a prendere il sole. E' solo un sottile gioco di abbinamenti quello che ti può salvare: basta un filo di trucco in più per essere volgare, per sembrare che tu lo stia facendo apposta. E le camicie a cui il terzo bottone non si allaccia, il tessuto che tira e produce una piega orizzontale. Ed il bottone che salta e si slaccia quando meno te lo aspetti davanti a tutti? Anche quello è successo. Ringrazio il grunge, che per qualche anno mi ha infagottato nei maglioni pulciosi ed in tshirt oversize da uomo, lunghe fino a mezza coscia.
Ho imparato a nascondermi, a rendermi invisibile, muta. Se non attiro l'attenzione nessuno mi ferisce: e come un camaleonte scivolavo lungo le pareti dell'istituto tecnico. Ma non ho mai imparato a muovermi. Pensi di poter correre con quella roba che sballonzola? Non c'è reggiseno sportivo o incrocio magico che tenga tutto ben saldo. Credi davvero che indossando due reggiseni uno sopra l'altro, e tre magliette, tu possa fermare il movimento di quella massa flaccida? Lo facevo, ma fu tutto inutile.
Ma peggio della biancheria orrenda, peggio della scelta limitata nel campo dell'abbigliamento ci sono i portatori di cromosoma XY. Maschi, schifosi, curiosi, maleducati. Perchè proprio io? Perchè a 16 anni oltre ad essere bassa, non particolarmente graziosa di viso, sovrappeso, mi sono ritrovata questa sfiga? Tralascio le battute pesanti, le occhiate, le smorfie. La crudeltà è spesso involontaria. Attirare l'attenzione è l'ultima cosa che desideravo. Suscitare eccitazione e ricevere attenzioni sessuali non rientrava nemmeno nei piani. E quando arrivo davvero a fare i conti con i maschi, quando li lascio avvicinare, arrivarono le più grandi delusioni : tempo due secondi e sbam! la mano sulle tette. Mano avvinghiata, sporca, maleducata. E poi mani che s'infilano nella scollatura, mani che salgono dal fondo della maglia. Provo a fermarle quelle mani: provo a scagliarle via, le blocco stringendo al polso, conficco le unghie nel dorso di quelle mani. Avrei voluto dare un pugno su quelle bocche che mordono e lasciano lividi, che sbavano saliva viscida. Dopo aver scoperto che quei baci erano solo una scusa per arrivare alle tette, per una scommessa tra amici. Credevo fosse quello che vivevano le amiche, forse amore. Credevo di piacere come persona, come anima : in realtà piacevano le tette, quelle due cose enormi che io avevo imparato a non considerare.
Allora un giorno decidi che devi dimagrire. Ti fai schifo tutta, dalla testa ai piedi e non salvi nemmeno le orecchie : e dimagrendo se ne vanno le tette, si, pian piano se ne vanno anche loro. Con l'altezza di un metro e sessanta, la mia quinta abbondante si riduce ed è un piacere scivolare negli abiti senza aprire la cerniera. A 52 kili ho una quarta abbondante, a 48 una quarta, a 45 una terza, a 40 una seconda. E di quella seconda conquistata con fatica, a 40 kili all'età di 31 anni, conservo un reggiseno come trofeo : io in quel reggiseno ci entravo, ci stavo da Dio. Era una seconda fatta di pelle cadente, appoggiata su una gabbia toracia totalmente visibile con le costole da contare. Ma quanto era bello non dover pensare, poter indossare qualsiasi cosa.
Cercano di convincermi che una quinta non è poi così grave, che anzi, sono la persona più fortunata del mondo: pensa a chi si fa inserire sacche di silicone per essere come te! Mavaffanculo rispondo. E le volte che ho sognato di vincere 10mila Euro : saprei subito come spenderli, mastoplastica riduttiva. E così mi sono fatta coraggio : ho ottenuto un foglietto bianco e rosso dal mio medico di famiglia, quello che da anni assiste a tutte le mie follie. Con 26 Euro mi sono prenotata una visita da un senologo e chirurgo dell'ospedale, il 12 febbraio, ore 8.45. I requisiti li ho tutti: posso solo sperare in un parere favorevole. E non mi importa del dolore, dell'intervento, dei punti : cosa sarà mai messo a confronto con 20 anni di sofferenza e tristezza ?
Nessun commento:
Posta un commento