venerdì 3 gennaio 2014

Sento solo il freddo. Con ancora il finto piumino addosso, in ufficio. Il riscaldamento non è stato attivato, per farlo dovrei poter entrare nell'ufficio del capo, chiuso a chiave. E sono bloccata con il lavoro , mi servono istruzioni su come procedere : un attimo di relax, dopo le inutili corse della prima mattina quando tutto l'impianto elettrico è saltato, e con lui il server di rete. Un'ora e mezza a far nulla.

Tutto sommato sono abbastanza felice. Ci sono novità : potrei trasferirmi nel nuovo appartamento entro la prossima settimana, se il parquet verrà lucidato e verniciato da lunedì in poi. Potrei già procedere al trasloco nel prossimo week end e mentalmente ho già pianificato come procedere. Ho preso misure, fatto progetti : nelle piante 1:20 ho incastrato i pochi mobili che ho con quelli che mi verranno lasciati da mia sorella. Cercando di dare una aspetto armonico al tutto. Se avessi i soldi farei acquisti: un tavolo, una sedia da ufficio, sedie e tavolo per la cucina, una cassettiera per la camera da letto, una libreria. Da poveraccia posso solo ragionare e riutilizzare ciò che ho: quei mobili e complementi Ikea che da anni sposto qua e là cercando di farli sembrare migliori. ''Il bisogno aguzza l'ingegno'' , una massima che mia madre mi ha ripetuto fino alla nausea. Posso rendere quell'appartamento abitabile, esteticamente passabile : certo, mi manca un tavolo da pranzo, un posto dove mettere il microonde in cucina. Libri cd e cassette resteranno ancora per un po' negli scatoloni.

L'appartamento nuovo è una gran bella novità. Non che sia nuovo davvero, ci ha abitato per dieci anni mia sorella: ed i gemelli su quelle pareti hanno lasciato manate e tracce di colori, senza dire in che stato si trova il pavimento in acero sbiancato. Due mani di bianco sulle pareti, una levigata al parquet e sarà tutto diverso. Agli inizi mi ha innervosito il fatto che, come sempre, sono costretta ad adattarmi ed accettare gli scarti altrui. Una cucina arancione che proprio non mi fa impazziere, un grande divano che è stato annaffiato da tutto quello che due neonati possono produrre, una cabina armadio non proprio pratica in cui mancano i cassetti, un bagno dai colori troppo allegri e vivaci per i miei gusti. Vale la regola del ''piuttosto che niente'' : non li ho i soldi per comprarmi un divano, una cucina nuova, attrezzatura nuova per la cabina. Tutto sommato non è male. Allora riescoa ri dimensionare il tutto, la negatività che mi porto dentro.

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