venerdì 7 marzo 2014

Lo schifo degli altri - atto definitivo

Oggi è venerdì. E non giorisco molto di questo: sabato e domenica non lavoro, ma prima di arrivare a questa sera devo affrontare il lavoro ufficiale ed il ''lavoretto''. Il lavoro ufficiale ogni venerdì è sempre un po' più pesante, una marea di cose da fare all'ultimo minuto senza contare le programmazioni pubblicitarie di locali e discoteche. E quando esco di qui con la testa pesante e gli occhi stanchi la giornata non è ancora finita: c'è la Casa dei Gatti da pulire.

Ogni mio ''cliente'' ha avuto il suo soprannome. Mrs. Merdaio, Casa dei Gatti, il Prete. Sì, ho pulito anche la casa di un prete un paio di volte, ed ho anche bestemmiato quando mi si rovesciò mezzo flacone di ammoniaca sul pavimento. E per essere la casa della parrocchia, caspita, l'avrei voluta io. Arredamento a parte, usato - vecchio - proveniente da donazioni, l'appartamento era stupendo. Il prete lo utilizzava neanche per la metà, lasciando ben due soppalchi, una camera da letto, un magazzino e lavanderia totalmente in balia di ragni e polvere. Lo schifo che ho trovato qui è solo fatto di abbandono e di tabagismo. Un prete che fuma, pure troppo: la nicotina ricopriva il lampadario del soggiorno, le piastrelle del bagno, ha annerito le pareti. Mi sono sfinita, era la mia sfida pulire quella merda: ammoniaca, e quel giallo/marrone veniva via, si scioglieva. '' Il maligno alligna in ogni fogna'' : avrei potuto sbattergli in faccia questa citazione di Lupo Alberto, parole della Signora Cesira. Otto euro all'ora, 5 ore in tutto : nessuno ci crederebbe se dicessi che la Chiesa ha dato dei soldi a me. Si, la Chiesa mi ha dato dei soldi : non suona irreale? Ed io non somiglio per nulla ad una perpetua con tre piercing in faccia e le scarpe da tennis. L'abito non fa il monaco: sembrerò punk ma pulisco da Dio, Chiesa e preti a parte. Non sono stata più chiamata: deve aver trovato una poveretta messa peggio di me, magari qualche donna con famiglia a carico.

Tornando al fatto che oggi è venerdì e nel pomeriggio c'è l'appuntamento fisso con Casa dei Gatti, mi cadono già le palle. La cliente proprietaria dell'appartamento è una mia vecchia conoscenza : la mia ''amichetta'' d'infanzia nonchè vicina di casa. Quella con cui in pratica ho giocato e poi fatto le prime uscite, dai 5 ai 13 anni. A 13 anni ho smesso di frequentarla: finalmente ero abbastanza grande da levarmela dai piedi nonostante i miei genitori la adorassero permettendole qualsiasi cosa in casa mia. Avevo in mano una prova tangibile di quanto fosse stronza. A 13 anni miei, lei ne aveva 11: dopo alcuni sospetti e cose che mi sparivano da casa misi in atto un piano diabolico e semplice e la beccai in pieno, mi aveva fottuto 10.000 Lire. La vendetta della bambina-cesso (Io) nei confronti della bimba Barbie: non era solo una questione di principio, le nostre differenze sociali si erano manifestate in pieno. Lei figlia di un commercialista ben avviato , con madre a casa (ma non casalinga, avevano chi puliva per loro) dedita a tutte le puttanate new age e orto biologico. E' cresciuta così la bimba Barbie, bionda con i capelli lisci e lunghi fino al culo, viziata ed insopportabile. Nel mio mondo e giro di amicizie non metteva piede, due ambienti troppo diversi, come zecche e pariolini. E' Mrs. Merdaio che ci mette in contatto, la signora M. è rimasta sempre vicina alla pariolina, un po' per  la morte del figlio, un po' per lavoretti di sartoria. Mrs. Merdaio elogia le mie capacità di mettere ordine nel delirio e portare pulizia anche nella devastazione: ed alla bimba Barbie serve una donna delle pulizie, perchè quella che ha è anziana, la tiene solo per pietà, è inutile e le combina disastri.

Un appartamento di circa 120 mq, situato in una zona popolare al primo piano di un condomino anni 70 : l'appartamento è stato del tutto sventrato e rifatto agli inizi dello scorso anno. Arredamento moderno standard noioso, bianco - panna - beige, nemmeno una botta di vita di colore. Molti elementi Ikea e molte cose provenienti dal suo precedente appartamento. Nessun azzardo, solo nelle pareti del soggiorno ha osato una pittura metallizzata, sempre sui toni del grigio beige. Tre camere da letto di cui una per gli ospiti ed una adibita a stireria, una cucina abitabile, soggiorno con area pranzo, ripostiglio ed un bagno, oltre al disimpegno che collega zona notte e zona giorno. Bimba Barbie mi accoglie a casa sua un pomeriggio di giugno, mi mostra la casa, cosa c'è da fare, dove si trovano stracci e attrezzi del mestiere. Davanti ad una coca cola in bottiglietta stilosa mi racconta il suo vissuto degli ultimi drammatici anni : corna anche per lei e nella sua solitudine s'è dedicata ancora di più al lavoro, ai suoi due gatti ed alla corsa, diventa adepta del running semi agonistico. Sgrana gli occhi quando le accenno di Paul: come se avesse trovato conferma.

Ho le chiavi, in modo da compiere il miracolo ogni venerdì pomeriggio in sua assenza. Bhè si fida di me. Non è lo sporco in questo caso, ma il disordine. E' questo ciò che mi fa cadere le braccia: quando giro la chiave nel portoncino blindato mi chiedo ''Chissà cosa trovo stavolta''.  Una casa con ben 5 scarpiere, di quelle poco profonde che si aprono a ribalta. Uno sgabuzzino in cui tiene l'asciugatrice, attrezzato con ripiani fino al soffitto : in basso aspirapolevere ed un po' di dispensa, in alto ancora scarpe, scarpe, scarpe, stivali, ballerine, decolletè...tutte nelle lore scatole. E tutto questo spazio non basta ancora. Direi che la fissa delle scarpe è lampante: compra di tutto, dalle cinesate a 9 euro a quelle di Gucci di cui ho trovato gli scontrini. In fissa sempre con gli stessi modelli: lo stesso tipo di sandalo con quel tipo di tacco, la stessa decolletè con tacco fine ma non troppo alto in cento declinazioni di colore e stile. Lo stesso paio di stivali con tacco, tutti leggermente diversi per colore e forma, ma fondamentalmente simili. In quella casa ci sono tre armadi, pieni fino a scoppiare, uno per ogni camera da letto, oltre ad un comò lungo 2 metri ed uno più piccolo. Borse ovunque: sempre la stessa shopping bag con stile diverso, con qualche minuscola Louis Vuitton presa in outlet, Prada tarocche, una Hermes vera e tante tarocche, senza contare quelle di marche alla portata di tutti. Tutto quello spazio dedicato ai suoi averi ed ancora non basta. Le borse le accumula all'ingresso, negli armadi e sugli appendiabiti. Forse lo spazio potrebbe bastare se ci fosse un minimo di ordine e logica: io stessa le ho ri ordinato lo sgabuzzino, facendo una sorta di cambio di stagione delle scarpe. Ne fu entusiasta.

E' il disordine e poi la non curanza ciò che mi fanno sclerare : come se avere una donna delle pulizie a 8 Euro all'ora le concedesse il diritto di lasciare la casa devastata, tanto poi ci penso io. E' stato un crescendo, all'inizio non era così maleducata: ora la tazza della colazione sul tavolo ed i piatti sporchi del giovedì sera sono la norma. Vogliamo parlare dell'assorbente che ben due volte ho trovato posato accanto al water? Fantastico davvero. La biancheria sporca mollata per terra in bagno, a 10 cm dal cestone dei panni sporchi. Il letto sfatto, con dentro il suo pigiama arruffato, mutande sue e quelle del suo nuovo fidanzato. Bleah. Ecco, questo mi fece schifo: toccare le mutande di uno sconosciuto, prenderle con pollice ed indice e depositarle sulla sedia già ricoperta di suo di vestiti. In bagno ci trovo spesso le sue scarpe da running, quelle del fidanzato, un paio col tacco e magari anche un paio di ciabatte per completare l'opera. Segni di una doccia fatta velocemente, con asciugamano buttato dove capita, flaconi vari, spazzola piena di capelli umidicci posata sul bordo vasca.

Dalla casa di una persona si capiscono tante cose. Dopotutto è una professionista, in campo terapeutico alternativo. Ha studiato negli Stati Uniti, ha uno studio privato in centro oltre all'impiego in una clinica privata svizzera. Di soldi ne girano, magari non abbastanza per avere la vera Kelly, ma per fare shopping selvaggio in via Torino o in qualche mega outlet possono bastare. Dal frigorifero che le ho sbrinato questa estate, ridotto ad un blocco di ghiaccio : cibi super raffinati e costosi come quei formaggi francesi e salse dalla confezione elegante. Cereali biologici e biodinamici, tisane e tisane e ancora tisane. Ortoressia: la fissa di mangiare cose benefiche e salutari, equilibrate: mai una pizza o un barattolo di Nutella in quella casa, che vita di merda vien da dire. Una cucina che contiene tutti gli utensili possibili: se colorati e di design meglio ancora. Ora è in fissa con il Bimby: un aggeggio colossale con tremila accessori dal costo di poco inferiore ai mille euro. Una sorta di frullatore mastodontico con cui ha fatto esplodere una brodaglia simil vellutata di zucca sul pensile. Poi ci sono i bicchieri raffinati, il servizio bello, e quella collezione di vinelli che danno un tocco d'eleganza quando ha ospiti a cena. Tutta questa ricerca di ''buono'', ''sano'', ''biologico'' crolla in bagno : lì impera la cosmesi d'alto bordo, costosa ma del tutto piena di siliconi e conservanti. La paraffina del fondotinta Clinique, la crema viso alla bava di lumaca. Per risparmiare accetta di lavarsi con bagnoschiuma da supermercato (comunque i più cari che ci siano) ed i suoi capelli biondo-Barbie affrontano i più schifosi e stilosissimi shampoo siliconici in voga del momento.

Lei è sempre la stessa Bimba Barbie viziata: ha ottenuto tanto dai genitori, ora pretende lo stesso dai fidanzati, andandosi a cercare la copia sputata del padre. Spero che questo fidanzato fighetto regga, perchè il casino e lo shopping compulsivo aumentano quando le cose le vanno male: sacchetti di acquisti appena fatti mollati in giro per casa come se fossero roba vecchia senza valore, abiti con ancora il cartellino lasciati per settimane posati da qualche parte, confezioni di acquisti on line di Mango e Zara soltanto aperte.

Regnano in quel caos a zone i due gatti : uno stupendo rosso ed il maculato bianco e nero. Li ha adottati dalla clinica veterinaria, entrambi con leucemia felina e poi sterilizzati. E' sempre stata fanatica dei gatti, come la sorella e la madre. E come allora avveniva in casa sua, i due pelosi possono permettersi di saltare sul piano della cucina, salire anche sopra i pensili, zampettando dove il cibo viene preparato: una cosa che detesto. Sotto i mobili le loro centinaia di palline, giochini e pupazzetti per alleviare la noia: una vita chiusi in casa, a sonnecchiare tra divano e letto della ''mamma''. Una mamma un po' carente, che ora sta fuori tutto il giorno e persino la notte, mentre la lettiera sul balcone della cucina  si riempie di stronzi e di pisciate.  Due felini come bambini troppo annoiati: si inventano dispetti. Hanno masticato il tubo della lavatrice facendo allagare il bagno, si intrufolano nello sgabuzzino e mangiano le loro pappette di nascosto aprendole con i denti. Il rosso non ha paura dell'aspirapolvere, l'unico gatto al mondo che si faccia quasi aspirare : è la mente criminale del duo, quello che è riuscito anche a fuggire da Alcatrax, lanciandosi dal balcone del primo piano al tetto dell'auto parcheggiata sotto.

Come l'autrice del libro ''Lo sporco degli altri'' anche io ho due o tre peccati da confessare. Che poi veri peccati non sono, non so se sono da calcolare le bestemmie. Per lavarle i piatti qualche volta ho usato lo sgrassatore spray. Un paio di volte, finito di pulire, mi sono fatta doccia e cambio abito perchè avevo appuntamento con amici, non potevo passare da casa. Le mangio spesso i cioccolatini che tiene in una boccia di vetro (tanto non li caga). Per pulire il pavimento una volta ho usato qualche goccia del suo bagnoschiuma iper costoso unito ad aceto. Le ho mangiato biscotti di confezioni già iniziate, caramelle ed una fetta di pane. Mentre era in vacanza e dovevo sbrinare il frigo mi sono fatta la tinta, mentre pulivo tenevo il colore in posa. Le ho aspirato un gambaletto di nylon color carne con l'aspirapolvere. Ho provato l'ebbrezza di indossare lo smalto Particulier di Chanel per un week end , ed uno di Dior color borgogna per un venerdì sera.

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