Io e lo sport non andiamo daccordo. Il più basic degli sport, quello che viene consigliato per perdere peso, non mi vuole tra i suoi adepti. E li vedo questi strani marziani con tutine iper tecnologice ed aderentissime, con le loro scarpette appuntite e sgargianti : corrono e pedalano come forsennati senza alcuno sforzo. E quando l'applicazione Runkeeper di qualche utente FB mi appare in bacheca a me sale la bestemmia : il suo persorso segnalato sulla cartina. Impossibile non pensare : questo dovrei farlo anche io.
Come un anno fa e come altri anni fa il percorso che mi scelgo è sempre lo stesso : se mi trovo a casa ho due opzioni più o meno pianeggianti, nonostante si trovino su strade abbastanza frequentate ed in parte non offrano un panorama rilassante. Se decido di restare nei pressi della cittadina, come la maggior parte dei runner scelgo la strada semi ciclabile che costeggia il lago, dal parcheggione del giardino botanico fino alla fine del lungo lago.
Reggipetto da corsa, leggins neri, calze sportive. In auto ho le scarpe da tennis ed il pile da mettere dopo il lavoro. Al parcheggione del giardino botanico alle 13.30 i runner professionisti non sono ancora arrivati in massa : ce ne sono un paio che fanno stretching dopo aver finito, corridori della pausa pranzo. I runner pro si danno appuntamento alle 18.00, e per evitare la figura di merda evito questo orario: io con le mie scarpe assolutamente non adatte alla corsa, con il mio pile pulcioso e leggins di cotone con qualche buco faccio proprio la figura di quella che non hai mai corso in vita sua. Nascondo borsa e telefono nel bagagliaio, la chiave dell'auto me la metto al collo ed è il solo oggetto che io abbia con me oltre ad un fazzoletto di carta in tasca.
Il piano di allenamento prevede per la prima settimana : un minuto di corsa ed uno di cammino, da ripetere per sette volte se non ricordo male. Faccio le cose con la testa, non voglio sfasciarmi la caviglia come lo scorso anno, oppure morire di crampi a metà percorso, sola e lontanissima dall'auto. Mi sono guardata i filmati degli invasati runner professionisti su you tube : tutorial per partire da zero, istruzioni per merdine senza fiato come me. E non avendo un cronometro da polso, uno di quegli orologini di gomma supertecnica, conteggio il mio minuto contando mentalmente fino a sessanta : senza barare, cercando di non accelerare il conteggio, dando la giusta durata al secondo.
Un minuto per me è un secolo : un minuto e sono morta. Quando lo scorso anno mi sembrava di andare molto meglio di ora, quando mi davo dei riferimenti fisici, ad esempio dal lampione x alla panchina y, mi sbagliavo : correvo esattamente un minuto, massimo uno e mezzo per poi camminare. Ieri ho seguito l'allenamento consigliato per 5 volte, credo : dico credo perchè ho perso il conto. Posso solo essere felice del fatto che nonostante il minuto di corsa mi uccidesse abbastanza, recuperavo le forze nei soli 30 secondi successivi : mi ripiglio abbastanza in fretta, non sono così scarsa allora.
E come lo scorso anno mi sono infortunata, da sola, senza cadere o chissà cosa. Semplicemente il ginocchio sinistro ha iniziato a farmi male. Ho continuato a correrci un po', poi ho lasciato perdere e fatto il resto del percorso a passo veloce. Nella notte il dolore è aumentato, questa mattina zoppico : dolore a tratti, anche se non lo carico del tutto con il mio peso.
No, la corsa non me li perdona questi 62 chili. 10 anni fa riuscivo a fare meglio, anche pesando di più, con più resistenza e meno dolori, senza le conseguenze di una caviglia o ginocchio gonfio e dolorante. Per riparare agli sgarri alimentari commessi ieri sera con Billy ho pensato di farmi un giretto questa sera vicino casa : salterei il giorno di riposo consigliato. Dal solore che sento tempo che il mondo della corsa sia da rimandare alla prossima settimana.
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